Breve storia degli apparecchi acustici

I piccoli apparecchi acustici odierni sono considerati dei giganti della moderna tecnologia, ma ma i primi esemplari di apparecchi acustici risalgono a migliaia di anni fa. La prima menzione “ufficiale” di apparecchio acustico appare in un libro pubblicato nel 1588, intitolato Della Magia Naturale. Qui, l'autore Giovanni Battista Porta descrive degli apparecchi acustici in legno che hanno la forma delle orecchie di animali dotati di un udito superiore.

1600 e 1700

Nel 1600 e nel 1700 erano molto diffuse le trombe acustiche. Dotate di un ampio ricettacolo per raccogliere il suono e di una punta stretta all'altra estremità per inviare il suono amplificato nell'orecchio, le trombe acustiche erano realizzate con corna di animali, conchiglie marine e vetro. Successivamente, tali materiali furono sostituiti da rame e ottone. Esse avevano varie forme, a seconda delle preferenze e del grado di ipoacusia del paziente. Ludwig van Beethoven è stato uno dei maggiori fruitori ed estimatori di questo tipo di ausilio per l'udito.
Nel corso del 1700, fu scoperta la conduzione ossea. Con la conduzione ossea, le vibrazioni sonore vengono trasmesse al cervello attraverso il teschio. Piccoli dispositivi a forma di ventaglio venivano collocati dietro le orecchie per raccogliere le vibrazioni delle onde sonore e convogliarle nelle piccole ossa dietro l'orecchio.

1800

Nel corso del 1800, furono fatti i primi tentativi di nascondere e mimetizzare gli apparecchi acustici. Anche se avevano ancora grandi dimensioni, gli apparecchi acustici erano accessori decorativi, che venivano nascosti nei colletti, nei copricapi, nelle acconciature e negli indumenti vaporosi. Essi erano talvolta ricoperti con smalto del colore dell'incarnato o dei capelli. Alcuni li nascondevano in folte barbe. I membri delle famiglie reali li facevano inserire direttamente nei troni. Dei tubi speciali incorporati nei braccioli del trono raccoglievano l'audio delle voci dei visitatori che si inginocchiavano davanti al trono. Le voci erano quindi convogliate in una speciale camera d'eco e amplificate. Infine, i suoni uscivano da dei fori sul trono, vicino alla testa del monarca, e nessuno si accorgeva di nulla.

Nel 1800 vennero introdotti i tubi acustici. Un'estremità del tubo era tenuta vicino alla bocca del parlante, mentre l'altra estremità era collocata direttamente nell'orecchio di chi ascoltava. Un metodo non molto discreto, ma efficace.

1900

Agli inizi del 1900, l'avvento dell'elettricità e la scoperta del telefono da parte di Alexander Graham Bell permisero l'introduzione di una nuova generazione di apparecchi acustici che amplificava i suoni elettronicamente tramite un microfono a carbone e una batteria. Indossati attorno al collo, questi apparecchi acustici erano delle ingombranti scatole che contenevano dei cavi ben visibili e una batteria pesante che durava solo poche ore. A volte si utilizzavano a batterie ancora più pesanti per prolungare la vita utile degli apparecchi acustici.
Fortunatamente, presto venne introdotta la miniaturizzazione delle batterie, che consentì di ridurre notevolmente le dimensioni degli apparecchi acustici. E negli anni '50, l'invenzione del transistor rivoluzionò la tecnologia degli apparecchi acustici. Un transistor è un semplice interruttore con due impostazioni: accesso o spento. Associando più transistor, si ottengono più combinazioni di interruttori, e di conseguenza un maggior numero di funzioni. I transistor erano utilizzati negli apparecchi acustici due anni prima di essere impiegati nelle radio.

Con i transistor di silicone, le dimensioni degli apparecchi acustici si ridussero ulteriormente. Inizialmente concepiti come apparecchi da portare addosso, si trasformarono poi in strumenti più adatti da indossare dietro l'orecchio, nel padiglione auricolare, e infine nel canale uditivo.

A metà degli anni '90, la tecnologia digitale dominava in questo settore. Grazie ai circuiti digitali i suoni venivano amplificati, ridotti, filtrati e diretti secondo la necessità. L'utente poteva ora personalizzare i programmi degli apparecchi acustici in base al suo stile di vita: utilizzare un'amplificazione leggera per il tranquillo ambiente domestico, un'amplificazione mirata per udire le voci al ristorante, riduzione del rumore del vento sul campo da golf, e così via. La programmazione digitale ha persino permesso di eliminare il feedback!

Gli apparecchi acustici moderni

Gli apparecchi acustici del 21° secolo sono più piccoli, leggeri e potenti che mai. Stanno sulla punta di un dito, e una volta indossati sono praticamente invisibili. Si adattano in modo “intelligente” ai diversi ambienti frequentati dagli utenti durante il giorno. Se utilizzati insieme ad alcuni accessori, gli apparecchi acustici più recenti sono in grado di ricevere i suoni inviati in streaming in modalità wireless da telefoni, televisione, stereo e computer. I moderni apparecchi acustici sono inoltre ricoperti con microscopici rivestimenti protettivi che ne riducono la manutenzione e ne allungano la vita utile.